Esce ufficialmente in Italia “Now”, il primo disco di Max Mayall Fine

11 Mag

MaxMayallFineNowCOVER(aRtLoVeRs)Max Mayall Fine è un artista eclettico, originale ed innovativo, che ha iniziato a proporre la sua arte prima ancora di cominciare a comporre, attraverso le esperienze parallele con lo studio “Ortosonico”, grazie alle quali il passo verso la composizione e la registrazione di brani propri, con una maniacale cura del suono, è stato spontaneo e naturale. È nato così il primo album sulla lunga distanza, intitolato “Now”, che uscirà ufficialmente il 18 maggio.

Dopo una prima versione “ufficiosa”, che girava già dal 2015 in Polonia e Slovacchia, l’urgenza comunicativa dell’artista lombardo (desideroso di far comprendere il proprio messaggio nella maniera più chiara e trasparente possibile) e il suo anticonformismo innato, lo hanno condotto all’inconsueta e singolare decisione di non far uscire il disco in Italia prima di rimaneggiarlo e perfezionarlo con la nuova band, ed è proprio quest’ultima e definitiva versione che uscirà il 18 maggio in doppia edizione: una digitale (acquistabile su Sounday) e una fisica stampata esclusivamente su vinile in edizione limitata e disponibile durante i live dell’artista.

Le dieci tracce di “Now” propongono un nuovo concetto di tempo, in cui il “now” (cioè “ora”) è qualcosa che coglie a piene mani dal passato le atmosfere e la freschezza degli ideali e rilegge in maniera moderna suoni puramente vintage (non a caso il disco è stato registrato in analogico con il supporto di un semplice Soundcraft 500 – 24 canali e il mastering è stato affidato alle preziose macchine valvolari del Blap Studio di Milano, per restituire il massimo del calore). E così come il tempo, anche lo spazio in “Now” è inteso in senso ampio, grazie al coinvolgimento di impulsi, gusto melodico e ritmi provenienti dalle più svariate zone del mondo.

La presentazione ufficiale del disco sarà inaugurata in grande stile con un concerto esclusivo che si svolgerà sempre il 18 maggio presso il LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano di Milano [vicolo Santa Caterina 3/5 – 20122 Milano – info: https://www.facebook.com/LUME-laboratorio-universitario-metropolitano-764104603702632/]

Hanno suonato in “Now”:

Max Mayall Fine (voce, chitarra e basso)

Julie Shu Shu (batteria)

Fabio Chesini (sax)

Giacomo Molteni (violoncello)

Chiara Siciliano (basso in 2012 r’n’r)

Mario Diego Paudice (tromba).

La band che accompagna Max Mayall Fine nei live è formata invece da: Cristiano Da Ros (basso, cori), Julie Shu Shu (batteria, cori), Fabio Chesini (sax), Ivan Padovani (tromba) e Giacomo Molteni (violoncello).

GUARDA IL VIDEO DI MOKA LEE:

https://www.youtube.com/watch?v=4oon-atMpas

 

LINK UTILI:

Sito ufficiale:

www.maxmayallfine.com

Canale YT:

https://www.youtube.com/channel/UCb2eQabxOcHxhuLMCYoKJig

Pagina FB:

www.facebook.com/max.mayallfine

 

BIOGRAFIA MAX MAYALL FINE

Max Mayall Fine è un artista del mondo, in continua ricerca di atmosfere, linee melodiche e ritmi accattivanti attraverso cui esprimersi. Nasce a Milano nel 1971 e ben presto si avvicina alla musica grazie a Beatles, David Bowie, Jimi Hendrix, Bob Marley e, grazie alla nonna, divora anche i vinili della grande tradizione classica, costruendo un background di ascolti solido e variegato. Comincia così a studiare pianoforte e poi chitarra classica, ma, attratto dai suoni graffianti del rock, a 14 anni ottiene la sua prima Fender Stratocaster da cui non si separerà mai più.

Dopo anni di esperienza sui palcoscenici più disparati, Max decide di creare uno spazio dove poter sostenere artisti come lui nell’espressione più pura del proprio mondo interiore. Nel 2006 fonda perciò “Ortosonico”, un’enclave nel Nord Italia dove proporre musica interessante e originale. La location è una nobile cascina del 1600, che Max ha ristrutturato da cima a fondo per creare un’atmosfera bohèmien in grado di riecheggiare la campagna francese.

Ortosonico” riscuote successo e per cinque anni è bagliore di speranza per molti aficionados: vi risiederanno infatti, per brevi periodi, molti musicisti dall’Europa e degli USA (come John Parish e Marc Ribot), che permetteranno a Max di trarre nuove ispirazioni per le sue composizioni, fino a quel momento ancora inespresse.

Nel 2012, spinto dalla necessità di concretizzare il proprio universo interiore, Max abbandona il progetto della “Cascina Ortosonico Coltiviamo Musica” e crea le premesse per quello che sarà il suo progetto artistico.

Coinvolti i musicisti più disparati, Max Mayall Fine si esibisce in numerose location in Italia, per presentarsi infine anche a Londra con un breve tour.

Dopo anni di assidua ricerca di musicisti con cui poter formare una band stabile, finalmente la formazione si definisce con Cristiano Da Ros (basso, cori), Julie Shu Shu (batteria, cori), Fabio Chesini (sax), Ivan Padovani (tromba) e Giacomo Molteni (violoncello), che attualmente compongono la formazione live di Max Mayall Fine.

Nel 2015 esce una versione primordiale di “Now”, primo album pubblicato in versione non ufficiale da Resonating Wood Recordings in Polonia e Slovacchia, dove lo stesso anno il progetto di Max Mayall Fine intraprende un tour che riscuote numerosi consensi.

La crescente maturità artistica e un’acquisita consapevolezza dei propri mezzi, spronano Max Mayall Fine a definire ancora meglio la sua musica, ricercando la summa di tutte le sue esperienze. Alla fine del 2015 quindi “Now” viene perfezionato e nei primissimi mesi del 2016 il disco viene definitivamente ultimato, uscendo ufficialmente il 18 Maggio 2016 con una presentazione live a Milano, presso il LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano.

Disponibile con due diverse copertine, una per la versione digitale del disco (in vendita su Sounday) e una per la versione stampata, disponibile in esclusiva durante le esibizioni live e rigorosamente in vinile, formato che ben si adatta al mood vintage dell’album, “Now” (registrato nello studio Cowow e mixato dallo stesso Max, con il mastering curato da Antonio Polidoro, presso il Blap Studio di Milano) è l’invito di Max Mayall Fine ad ascoltarsi reciprocamente senza chiudersi in se stessi e questo invito è presente nel disco non soltanto nelle suggestioni dei testi ma anche nella strumentazione, che mette da parte l’elettronica per ritornare a far vibrare l’umanità stessa, attraverso il corpo, le mani, il respiro, la carne…, ponendo quindi  l’uomo al centro della composizione musicale, con un’attitudine moderna e sperimentale all’occorrenza.

 

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